Matteo Renzi incontra il Circolo PD di San Francisco

Chi avrebbe mai sperato che il nostro ex premier Matteo Renzi, durante un breve viaggio negli Stati Uniti, preso da mille appuntamenti e impegni, riuscisse anche ad incontrare il piccolo e semi-sconosciuto circolo PD di San Francisco?

Dal 2014, il Pd è anche nella Silicon Valley

Un circolo fondato nel 2014 fa da un giovane ingegnere, Christian Di Sanzo, e da allora sempre in crescita, composto da membri di ogni eta’ e professione, vecchia e nuovissima immigrazione che lavora nella Silicon Valley.
Un circolo che si autofinanzia con le iscrizioni e con le donazioni dei propri membri, che organizza eventi culturali  (il più recente sul Populismo) ma anche sociali, barbecue ed aperitivi.
Ma davvero nessuno di noi avrebbe sperato che Matteo Renzi potesse interessarsi alla nostra piccola realtà, anche se abbiamo fatto tanto per il referendum  (qui da noi il Sì ha raggiunto il 60%). Io stessa ho coordinato il Comitato Basta un SÌ, spiegando la riforma costituzionale ai connazionali meno informati o indecisi e ho anche partecipato come sostenitrice del SÌ ad un acceso dibattito organizzato dal Comites di San Francisco dove il rappresentante del NO era un simpatizzante del M5S.

 Un incontro “a tu per tu”

Incontrare Matteo e’ stata quindi una bellissima sorpresa, un appuntamento insperato fino ad un’ora prima, quando ho dovuto scrivere in fretta e furia una email a tutti i nostri membri appena dopo aver ricevuto la conferma che Matteo aveva deciso di incontrarci! Chi si trovava già in città è potuto venire lasciando in fretta e furia l’ufficio, mentre purtroppo molti che lavorano nella Silicon Valley non hanno fatto in tempo a raggiungerci. L’incontro e’ stato da subito molto informale, ci siamo dati del “tu”, Matteo ha chiesto ad ognuno di noi la nostra storia: perché siamo in California, da quanto tempo siamo qui e cosa facciamo nella vita.
Si è parlato anche dei suoi incontri con il CEO della Apple, della Tesla, con altri big della Silicon Valley e anche della bellissima serata da Obama con tutta la delegazione italiana tra cui Bebe Vio. Renzi ci ha davvero comunicato tutta la grandissima ammirazione che ha per Barak Obama e il feeling che si è creato da subito fra i due leader. Ci ha anche confessato che subito dopo aver annunciato le sue dimissioni post referendum Obama lo avrebbe chiamato esordendo con un “no way Matteo!” esortandolo a ripensarci.
Purtroppo altri impegni lo hanno richiamato al “dovere” ma il tempo è volato in piacevoli chiacchiere e siamo stati tutti felicissimi di averlo visto in gran forma, pieno di energie come sempre, portatore sano di positività e ottimismo.

 All’estero, ma sempre più innamorati dell’Italia

Il Matteo Renzi che conoscevamo dagli schermi televisivi e che in carne ed ossa era ancora più alla mano e brillante, che abbiamo sempre sostenuto e sosterremo sempre, anche da lontano, facendo sentire la nostra voce e dando il nostro voto, perché vivendo all’estero siamo forse ancora più innamorati dell’Italia, perché vorremmo tornarci a testa alta e con più fiducianel futuro, perché vorremmo essere fieri del nostro Paese e vederlo migliorare, cambiare, evolvere, da una prospettiva forse più distaccata ma più razionale e arricchita dalle esperienze oltreoceano.
Dopo il nostro incontro siamo stati contattati dalla trasmissione radiofonica di RadioRai1 “Un giorno da Pecora”, e ho accettato di partecipare per parlare della nostra giovane e piccola realtà, dei nostri membri che crescono ogni mese, della voglia di fare e di impegnarsi di tante persone, che non ci guadagnano davvero nulla a far politica, ma lo fanno solo per passione.

 In cammino, con Matteo

Siamo davvero orgogliosi che Renzi abbia potuto toccare con mano la nostra realtà e conoscere la nostra variegata comunità, che sia stato felice di chiacchierare con persone “normali”, che non conosceva, che si sia interessato a noi e alle nostre vite, alla faccia di chi dice che è interessato solo ai “capi” di grandi aziende.
Forza Matteo, vai sempre avanti, in cammino, verso il futuro.

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