Gli incapaci, i pericolosi e l’importanza di votare PD

In Italia soffiano venti pericolosi. Anche piuttosto caotici. Prima c’erano i due poli, c’era il maggioritario, c’era un centro destra e un centro sinistra. Ora c’è la destra fascista, la destra, un centro destra, una destra populista, una sinistra comunista, una sinistra meno comunista ma più a sinistra della sinistra, un centro sinistra. Poi c’è anche il Movimento 5 stelle, che alterna momenti di sinistra ad aneliti di destra, tanto per acchiappare un po’ tutto, soprattutto fra gli scontenti e i perennementi arrabbiati, fra chi pensa che uno vale uno, che l’incompetenza non sia un problema.

La legge proporzionale con la quale si voterà (voluta dopo la sconfitta del referendum) probabilmente vedrà i partiti più grandi al tavolo delle trattative, con i più piccoli, anche quelli al 3%, che fanno la voce grossa perché diventano importanti ai fini della “conta” fra coalizioni.

In questo marasma di partiti e partitini stanno tornando ad alzare la testa i neo fascisti di Casapound, il cui leader non ha alcun problema nell’autodefinirsi fascista, anzi, ne va fiero. Ancora più a destra di loro c’è Forza Nuova, che addirittura inneggia al nazismo. A sinistra del PD è iniziata da tempo una diaspora anti Renzi, accusato di non essere abbastanza di “sinistra” da Bersani & co. che hanno una visione di sinistra ancorata al secolo scorso mentre il mondo cambia e si evolve. Liberi e Uguali è la versione 2.0 del partito comunista,  Potere al Popolo è il ritorno della vecchia Automia Operaia.

Parlando di ritorni (non era mai andato via, anche se è incandidabile perché condannato per frode fiscale) in primo piano c’è ancora lui, Silvio Berlusconi, l’immortale, il nostro Highlander della politica, l’unico che può ancora trainare Forza Italia, un partito stanco, che senza di lui non ha mai trovato un vero leader. Avanza, nonostante la confusa e fallimentare amministrazione di due città come Roma e Torino, il Movimento 5 stelle, il movimento fondato da un popolare comico che negli anni 80 conduceva un programma chiamato “Te la do io l’America” ed era famoso per sgranare gli occhi, urlare e inarcare le sopracciglia, cosa che fa ancora durante i suoi comizi. Il movimento è manovrato da una azienda, la Casaleggio e associati, il cui proprietario (adesso alla guida c’è il figlio, perché sia l’azienda che il movimento si ereditano per nascita, come una monarchia) ha prodotto l’inquientante video “Prometeus: la Rivoluzione dei media”, da guardare per (non) capire quale sia la loro visione del futuro. Possiamo passare oltre i congiuntivi sbagliati del loro leader Di Maio, che non ha la scusante di essere vissuto all’estero come il senatore Razzi per avere dei problemi di grammatica, i suoi errori geografici e storici (la Russia è nel Mediterraneo, Pinochet era il feroce dittatore del Venezuela, ecc.) che ormai fanno parte del suo giovane e simpatico stile comunicativo (non scordiamo che il Guru dell’informazione 5 stelle è un ex concorrente del Grande Fratello, Rocco Casalino) ma non possiamo che storcere il naso quando sentiamo proposte come il reddito di cittadinanza.

Berlusconi ama portare in trasmissioni televisive qualche pezzo di carta, un tempo era il famoso “contratto con gli italiani” a farla da padrone, ora invece sventola un foglietto che sarebbe il prototipo della semplicissima dichiarazione dei redditi con la nuova flat tax, ecco, il nuovo (?) miracolo italiano inizia da qui. Berlusconi la vuole al 25%, Salvini addirittura al 15% , i soldi ci sono, dicono. Ci saranno più entrate e meno evasori perché tutti pagheranno. Sarà, ma così a naso non sembra molto giusto che un milionario paghi le stesse tasse di un impiegato. Dal M5s viene la proposta di un reddito di cittadinanza per chi non ha lavoro, prima erano 600 euro adesso 780, i costi variano ma anche lì si dice che i soldi ci sono. Si immagina già che in Italia ci saranno persone che non troveranno mai lavoro solo per vivere di reddito, tanto i controlli saranno molto difficili, ci sarà un pienone di disoccupati ma almeno non saranno più arrabbiati e li toglieremo dalle strade perché passeranno felicemente il loro tempo libero online sulla piattaforma del movimento, senza più pensieri.

La Lega si promette di cacciare tutti gli immigrati africani e “chiudere” i confini (essendo l’Italia per tre quarti circondata dall’acqua ciò sembra piuttosto difficile a meno di non affondare i barconi che arrivano).  C’è chi come il M5S non sa se uscire dall’euro o no (nei giorni pari si esce, nei dispari si rimane), c’è chi come la Lega invece vuole uscire, non si sa se per tornare alla nostra cara Liretta a tanti zeri o cosa. Con più zeri infatti ci sentiremo anche più ricchi, perché psicologicamente avere 1 euro non è come avere 2000 lire, vuoi mettere? La Lega di Matteo Salvini sembra infiammare gli animi di chi si sente di dover difendere la “razza bianca” come detto da un loro leader (che poi si è scusato, ammettendo però che dopo aver pronunciato quella frase la sua popolarità era cresciuta), di chi si sente minacciato dalla criminalità ed invoca il diritto di armarsi per tutti. La Lega Nord, dopo anni spesi nell’insulto del “terrone” e nello slogan “Roma ladrona” ora cerca proseliti ed elettori anche al Sud, diventando solo “Lega”.  Salvini stringe mani ai giocatori del Napoli e si fa selfies in Sicilia. Ricordiamo che ogni voto dato a Berlusconi, che appare comunque l’anima più mite e ragionevole della coalizione di destra (nonché gran barzellettiere) aiuta anche la Lega e Fratelli d’Italia, che la Lega ha come massimo sostenitore Marine Le Pen, che fortunatamente la Francia stessa ha provveduto a ridimensionare ed accantonare, almeno per il momento.

In tutto questo fantastico circo mediatico la figura di un capo di governo come l’attuale, cioè Claudio Gentiloni, sembra riportarci un po’ di razionalità e calma, possiamo riprendere un po’ di fiato solo guardandolo. Poche dichiarazioni ma ponderate, poche parole ma tanti fatti. Anche il nostro Segretario ed ex Premier Matteo Renzi ha scelto una linea concreta, più sobria. Facciamo ripartire il paese senza strappi ne’ rotture (uscita dall’euro) e con offerte razionali (diminuiamo il gettito fiscale, come già si è iniziato a fare per le imprese, aiutiamo le partite IVA, continuiamo con il jobs act e creiamo non solo più posti di lavoro ma anche migliori) rafforziamo l’Italia nel suo ruolo in Europa e nel mondo, parliamo seriamente di Stati Uniti d’Europa, un’Europa non solo come unione economica, ma anche politica e civile. Renzi ha sbagliato nel far pensare gli italiani che fosse tutto facile, lo ha ammesso anche lui, l’Italia ha davanti a sé una lunga strada da percorrere fatta di riforme, di innovazione, di lenta modernizzazione in ogni campo. L’Italia deve faticare per essere competitiva, non esistono miracoli realizzati con una flat tax, ne’ con un reddito di cittadinanza, ma bisogna passo dopo passo e con costanza lavorare dal basso verso l’alto, dalla scuola al lavoro passando per la giustizia e i diritti civili. D’altra parte i dati ISTAT confermano una crescita costante dei posti di lavoro dovuta al jobs act (un milione in più), che però dovrà essere rafforzata da ulteriori provvedimenti. È stata già avviata la riforma della Pubblica Amministrazione e la sua informatizzazione, il ministro Minniti ha gestito il flusso migratorio riuscendo a far abbassare di molto il numero degli arrivi tramite accordi con i paesi di origine e attività diplomatica. A tutta questa narrazione si possono opporre critiche e dubbi, ma chi critica è davvero sicuro di poter far di meglio per l’Italia? Berlusconi ci ha già provato per lunghi anni, vogliamo dargli nuovamente credito per poi dare in mano tutto a Salvini e alla Lega? Vogliamo davvero consegnare il nostro paese al M5S che già arranca a Roma e l’ha resa, in tutto il mondo, la Capitale dell’immondizia?  Come facciamo a stare tranquilli con persone che pensano che vaccinare i figli debba essere un’opzione ( Lega e M5S), che non credono nella scienza ma nelle scie chimiche?

Forse non vincerà nessuno a causa di questa legge elettorale. Io spero che vinca il mio partito, perché è l’unico senza padroni, è l’unica alternativa veramente democratica (il Segretario e leader è votato con vere Primarie aperte a tutti), è il partito che sta promettendo una visione di futuro concreta e che ha già avviato riforme. Riforme contestate? Certo, quando si avvia un vero processo di cambiamento strutturale si pestano piedi, ci si fa nemici. Cambiare tanto per cambiare non è stata mai una decisione intelligente e di ampio respiro, non si vota con la pancia, ma con la testa. Si è già visto cosa han fatto gli altri (Berlusconi e Lega) e non auguro all’Italia di fare da cavia ai 5 stelle.

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